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Io e Peeta ricominciamo a crescere insieme. Ci sono ancora momenti in cui lui afferra lo schienale di una sedia e aspetta finché i flashback non sono finiti. Io mi sveglio urlando da incubi di ibridi e bambini perduti. Ma le sue braccia sono li a darmi conforto. E in seguito le sue labbra. La notte in cui provo di nuovo quella sensazione, la fame che mi aveva assalito sulla spiaggia, so che tutto questo sarebbe accaduto comunque. Che quello di cui ho bisogno per sopravvivere non è il fuoco di Gale, acceso di odio e di rabbia. Ho abbastanza fuoco di mio.
Quello di cui ho bisogno è il dente di leone che fiorisce a primavera. Il giallo brillante che significa rinascita anziché distruzione. La promessa di una vita che continua, per quanto gravi siano le perdite che abbiamo subito. Di una vita che può essere ancora bella. E solo Peeta è in grado di darmi questo.
Così, quando sussurra: -Tu mi ami. Vero o Falso?-
Io gli rispondo - Vero.
Il Canto della Rivolta - Suzanne Collins (via libri-cinema)
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Peeta si offre volontario per portarmi a letto. Parto appoggiandomi alla sua spalla, ma traballo così tanto che lui mi prende in braccio e mi porta di sopra. Mi infila a letto e mi augura la buona notte, ma io gli afferro la mano e lo trattengo.
Un effetto collaterale dello sciroppo per dormire è che allenta i freni inibitori, come il liquore bianco, e so che devo controllare la lingua. Però non voglio che vada via. In effetti, vorrei che si infilasse a letto con me, in modo da essere li quando stanotte arriveranno gli incubi. Ma per qualche imprecisa ragione so che non mi è concesso chiederlo.
-Non andare ancora. Non prima che mi addormenti- dico.
[…] Mi sento scivolare via, così pronuncio solo un’altra frase.
-Resta con me-
Mentre lo sciroppo per dormire mi attira tra le sue spire, lo sento bisbigliare qualcosa in risposta, qualcosa che non afferro bene.
La ragazza di fuoco - Suzanne Collins (via libri-cinema)